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Francesco Trombadori. L’essenziale verità delle cose

Alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, fino al 11 febbraio 2018


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PARTICOLARE DI: Il Colosseo, 1958, Galleria d’Arte Moderna di Roma


Una mostra antologica di largo respiro, è quella che la Galleria d’Arte Moderna di Roma dedica a Francesco Trombadori: un’occasione per raccontare il rapporto del pittore con i luoghi di Roma che amò e dipinse, scegliendoli come patria elettiva sin dai primi anni del Novecento.
Fino all’11 febbraio 2018, sono esposte sessanta tele, dipinte tra il 1915 e il 1961, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, venticinque disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall’Archivio dell’artista, custodito nel suo studio a Villa Strohl-Fern. Pur non essendo romano di nascita, per Francesco Trombadori la capitale è fonte di ispirazione per molti dipinti, ma soprattutto luogo di aggregazione in cui insieme a scrittori, critici ed artisti partecipare all’intenso dibattito artistico e culturale, dando impulso alla creazione di mostre d’arte e a riviste d’arte e di cultura.



Il pittore prende parte attiva al dibattito artistico nazionale sin dagli esordi nel vivace ambiente della cosiddetta Terza Saletta del Caffè Aragno, nel primo decennio del XX secolo, dove l’artista si avvicina al formativo ambiente de “Il Convito”, la rivista d’arte e letteratura fondata da Adolfo De Bosis con Gabriele d’Annunzio e Angelo Conti. La seconda sezione della mostra è incentrata sulle opere dipinte all’indomani della Prima Guerra Mondiale. Trombadori è ora vicino all’ambiente di “Valori Plastici”, la rivista fondata da Mario Broglio e, sulla scorta delle suggestioni del cosiddetto “Realismo Magico” di Bontempelli, avvia una profonda riflessione sull’antico in rapporto dialettico con le istanze dell’avanguardia e della tradizione. Alle Biennali di Venezia e di Roma e alle Mostre del Novecento Italiano cui è invitato in questi anni perviene ad un proprio, personale neoclassicismo, immergendo in atmosfere domestiche di raffinata purezza formale i suoi ritratti, nudi e nature morte. In questi anni Trombadori inizia un’intensa attività espositiva, in occasione della quale i suoi quadri vengono acquistati dal Comune di Roma ed entrano a far parte delle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale.

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PARTICOLARE DI: I propilei di Villa Borghese (Via di Villa Ruffo), 1955, Galleria d’Arte Moderna di Roma

Negli anni Trenta prosegue l’ininterrotto rapporto con la città che si approfondisce nel contatto con la rivista “Circoli” (1931- 1939). In questo periodo dipinge opere mature, ricche di suggestioni musicali e letterarie.
La mostra prosegue con un accenno al difficile decennio 1940-1950, tra guerra e ricostruzione per concludersi infine, con i dipinti dal 1950 al 1961. In questi anni i luoghi d’incontro sono il Caffè Greco o Rosati a Piazza del Popolo e Trombadori dipinge prevalentemente paesaggi quasi tutti dedicati a Roma, scorci immersi in un’atmosfera deserta e lunare: i “paesaggi del silenzio”.


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PARTICOLARE DI: Natura morta con i cavoli rossi, 1937ca., olio su tela, cm. 49x58 Galleria d’Arte Moderna di Roma

•LA MOSTRA: “L’essenziale verità delle cose. Francesco Trombadori” - ROMA, Galleria d’Arte Moderna di Roma - fino al 11 febbraio 2018 - INFO: 060608 www.galleriaartemodernaroma.it

 

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