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L’ossessione del paesaggio

Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo. A Genova, Palazzo Ducale, Sottoporticato, fino al 4 febbraio 2018


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PARTICOLARE DI: Rubaldo Merello - Aurora a San Fruttuoso, s.d. (1910-1914) - olio su tela, cm 111 x 93 - Collezione privata


A oltre quarant’anni dalla Mostra di Rubaldo Merello che diede avvio alla rilettura dell’opera di uno tra i maggiori pittori liguri del Novecento, Palazzo Ducale di Genova dedica all’artista ligure un’ampia mostra in cui, tra le duecento opere selezionate, si presentano 65 suoi dipinti e circa 30 suoi disegni, accompagnati dalle principali testimonianze della sua attività plastica. 



A contestualizzare la sua produzione artistica contribuiscono una decina di opere di Nomellini, cinque di Previati (tra cui Tramonto in Liguria, 1912, uno dei suoi capolavori liguri) e altrettante di Pellizza, oltre a dipinti di  Giovanni Segantini, Vittore Grubicy, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Galileo Chini e molti altri. La mostra è suddivisa in dodici sezioni: Grubicy e il mito di Segantini; Previati e il paesaggio ligure; Nomellini a Genova; Il mare di Nomellini; Pellizza da Volpedo. Verso il paesaggio interiore; Merello. L’ossessione del paesaggio; San Fruttuoso; Le forme dell’acqua; Merello scultore; Merello e il simbolismo; Oltre Merello.

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PARTICOLARE DI: Plinio Nomellini, Sturla olio su tavola

Una sezione infine è dedicata alla rappresentazione fotografica della riviera del levante ligure, dalle vedute dei luoghi ritratti da Merello - il monte di Portofino, la baia di San Fruttuoso, Camogli, Ruta e Santa Margherita - alla costa riscoperta a cavallo tra Otto e Novecento dai pittori divisionisti italiani. Al fine di ricostruire la complessa e articolata esperienza artistica di Merello e il contesto entro il quale si formò, la sua ricerca pittorica è messa a confronto con quelle dei principali divisionisti italiani che l’artista genovese ebbe modo di conoscere alle Promotrici e in altre occasioni espositive o ebbe l’opportunità di incontrare. Attraverso la lezione di questi artisti, Merello aderì, nei primi anni del Novecento, all’esperienza pittorica del divisionismo che sviluppò nelle sue opere - ossessivamente ispirate dal paesaggio del monte di Portofino e della baia di San Fruttuoso - attraverso un’autonoma e personale rielaborazione linguistica. Completamente distaccato dal mondo esterno - nel suo iniziale romitaggio sulla Ruta di Camogli e poi a San Fruttuoso e a Portofino - il pittore ricavò infatti, dalla ristretta visuale del microcosmo nel quale si trovò a operare, la necessaria concentrazione per una totale identificazione esistenziale con il suo percorso artistico. Il paesaggio che insistentemente si ricompone nelle sue tele - con prospettive e tagli uguali o solo leggermente variati - incarnò, nel suo progressivo processo di ricerca, la tensione verso la rappresentazione di un paesaggio interiore.

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PARTICOLARE DI: Gaetano Previati (Ferrara 1852 – Lavagna, Genova, 1920) - Tramonto in Liguria, 1912 - olio su tela, cm 147 x 197 - Collezione privata

•LA MOSTRA: “Rubaldo Merello tra divisionismo e simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza” - GENOVA, Palazzo Ducale - fino al 4 febbraio 2018 - INFO: tel. 010.8171600 - www.palazzoducale.genova.it

 

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