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La stagione della modernità

Una mostra a Napoli, Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, ripercorre i rapporti tra Parigi, capitale della cultura moderna, e gli artisti attivi a Napoli. Fino al 8 aprile 2018


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PARTICOLARE DI: Giuseppe De Nittis, Sulle falde del Vesuvio, 1872 - olio su tavola, 13.5 x 17.5 cm. Milano, Galleria d'Arte Moderna (donazione Hoepli Ulrico 1934)


Le Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, presentano dal 6 dicembre 2017 all’8 aprile 2018 la mostra Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo. L’esposizione ricostruisce i rapporti nella seconda metà dell’Ottocento tra Parigi, grande capitale mondiale della cultura moderna, e gli artisti attivi a Napoli: nel corso di tutto il secolo, infatti, risulta particolarmente intensa la presenza di artisti napoletani nella capitale francese. Dopo le Esposizioni Universali del 1855 e del 1867 si afferma un interesse sempre più crescente verso il richiamo di modernità che Parigi offriva sotto il profilo dell’aggiornamento e del confronto con l’arte europea. Contemporaneamente si presenta agli artisti l’opportunità di sperimentare innovazioni tecnologiche, come la fotografia, che impressionò molti pittori, come Giuseppe Palizzi.



Partendo dalla pittura storica di Domenico Morelli e Gioacchino Toma, l’esposizione delinea la svolta in direzione di un altro genere allora emergente, la cosiddetta pittura della vita moderna, teorizzata da Baudelaire, di cui sono stati protagonisti, insieme agli impressionisti, Francesco Netti e Giuseppe De Nittis, quest’ultimo tra l’altro presente alla prima mostra che nel 1874 nello studio del fotografo Nadar venne dedicata proprio al neonato impressionismo.
Con una trentina di opere esposte De Nittis, uno dei pittori più rappresentativi del tempo, diventa la figura emblematica della mostra. Uno speciale rilievo è riservato ad Antonio Mancini che dall’assidua frequentazione del salotto di De Nittis a Parigi - dove erano ospiti abituali Edgard Degas, Edmond de Goncourt, Marcel Desboutin, Charles François Daubigny e tanti altri protagonisti delle arti, della cultura e della mondanità - riuscì a cogliere nuove ispirazioni per una pittura della vita moderna assolutamente originale e alternativa, nella sua attenzione alla realtà popolare rispetto alla celebrazione della società elegante dello stesso De Nittis.


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PARTICOLARE DI: Giuseppe de Nittis, Pranzo a Posillipo, 1879 ca - olio su tela, 111 x 173,3 cm. Milano, Galleria d'Arte Moderna. Collezione Grassi

Chiude la mostra una sezione dedicata allo scultore Vincenzo Gemito, protagonista dell’ultima stagione naturalistica di fine secolo, di cui vengono esposti numerosi ritratti in terracotta. I folgoranti soggiorni a Parigi di Mancini e Gemito, legati da amicizia fraterna, furono purtroppo seguiti da un disagio mentale che portò entrambi, per un certo periodo, a esplorare gli abissi della follia.

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PARTICOLARE DI: Giuseppe de Nittis, Un angolo di Place de la Concorde a Parigi, 1880 - olio su tela, 43,5 x 52 cm. Collezione privata, courtesy Galleria Bottegantica - Milano

•LA MOSTRA: “Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo” - NAPOLI, Palazzo Zevallos Stigliano - dal 6 dicembre al 8 aprile 2018 - INFO: tel. 800.454229 - www.gallerieditalia.com

 

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