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Ritorni al passato

La ripresa ricorsiva di modelli delle epoche precedenti da parte degli artisti del XVIII e XIX secolo. Istituzione Bologna Musei, fino al 15 luglio 2018


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PARTICOLARE DI: Donato Creti (Cremona, 1671 – Bologna, 1749) Dio fluviale (sovrapporta), 1715-1721 olio su tela  cm 175 x 104

Con la mostra Creti, Canova, Hayez. La nascita del gusto moderno tra ‘700 e ‘800 nelle Collezioni Comunali d’Arte, il museo civico situato al secondo piano di Palazzo d’Accursio presenta un percorso di visita ridefinito in concomitanza con gli interventi di ripristino di una parte della copertura dell’edificio avviati lo scorso novembre. La mostra consente di ammirare oltre 150 opere ordinate secondo numerosi accostamenti inediti, anche grazie alla presentazione di alcuni lavori solitamente conservati in deposito e di prestiti provenienti da altri musei civici. La mostra si sofferma sulla ripresa ricorsiva di modelli delle epoche precedenti da parte degli artisti che operarono durante il XVIII e il XIX secolo, mettendo a confronto stili e iconografie di importanti autori non solo bolognesi.



La sintesi che ne nacque gettò le fondamenta del gusto contemporaneo, creando i presupposti teorici ed estetici anche per le avanguardie del primo Novecento. Il percorso ricostruisce un itinerario dedicato all’evoluzione del paesaggio tra il XVIII e l’inizio del XIX secolo e in cui si può ammirare l’Apollino di Antonio Canova. Le novità stilistiche affermatesi con la pittura sciolta e veloce di Giovanni Antonio Burrini e di Giuseppe Maria Crespi, la fiabesca interpretazione del mito nei dipinti di Donato Creti, il linguaggio umanissimo delle enfatiche rappresentazioni religiose e delle rievocazioni storiche della famiglia Gandolfi, sono gli elementi su cui si costituisce l’arte del Settecento bolognese, che ritorneranno rivisitati in momenti diversi nel corso dell’Ottocento. Il recupero del gusto dell’antichità classica con cui si apre l’Ottocento, è solo il primo dei tanti ritorni al passato, che furono il filo conduttore delle scelte artistiche e ideologiche del secolo.

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PARTICOLARE DI: Pelagio Palagi (Bologna, 1775 - Torino, 1860) - Leonida condanna Cleombroto, 1806 - 1807 - olio su tela  - cm 80 x 100

Il longevo Pelagio Palagi attraversò almeno tre di queste correnti culturali, soppiantando via via le citazioni dell’arte classica con quelle della pittura idealizzata del Rinascimento toscano. Esponente di spicco del passaggio delle arti dal Romanticismo al Verismo fu Francesco Hayez, caposcuola del romanticismo pittorico italiano. Il recupero della pennellata rapida e informale tardobarocca sta alla base del rinnovamento stilistico dei due decenni a cavallo dell’Unità d’Italia (1860-1880).
Chiuderanno il secolo le sperimentazioni testimoniate in mostra dal dipinto di Alfredo Savini, riuscita fusione di pittura simbolista e divisionista, che ormai preannuncia il gusto dell’arte floreale con cui si chiuderà  l’Ottocento.


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PARTICOLARE DI: Abbondio Sangiorgio (Milano, 1798-1879) - Castore e Polluce (i Dioscuri), 1846 - gesso - cm 103 x 43 x 103 ognuna

•LA MOSTRA: “Creti, Canova, Hayez. La nascita del gusto moderno tra ‘700 e ‘800 nelle Collezioni Comunali d’Arte” - BOLOGNA,  Collezioni Comunali d’Arte - fino al 15 luglio 2018 - INFO: tel. 051/2193930 - www.museibologna.it

 

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