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Collezione Mondiale

Decenni di notti magiche attraverso gli album di Gianni Bellini. Alla vigilia dell’inizio dei campionati mondiali di Russia 2018, a cui l’Italia  non parteciperà, visitiamo una delle raccolte di figurine di calcio  più importanti al mondo


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PARTICOLARE DI: Gianni Bellini (Al centro)

Cinquantacinque anni, modenese e un hobby totalizzante che lo impegna ogni giorno per almeno quattro ore. Sono questi i segni particolari di Gianni Bellini, conosciuto anche come il più importante collezionista di Album Calciatori provenienti da ogni angolo del pianeta. In oltre trent’anni di ricerche ha raccolto ben tremilacinquecento album, per un totale di circa due milioni di figurine, senza contare i famosi doppioni, quelli necessari per concludere ogni scambio con successo. Una passione nata da bambino, riscoperta da adulto e mai più scomparsa. Oggi sono in molti a cercarlo, collezionisti, giornalisti, calciatori e persino la stessa Panini – azienda leader che dagli anni Sessanta si cimenta nella produzione di questi album – quando tenta di trovare ispirazione da vecchie edizioni di cui non è più in possesso. Attraverso l’esperienza di Bellini scopriamo la storia e i segreti di uno dei collezionismi più diffusi, senza tralasciare nulla anche in vista dei Mondiali 2018.


Gianni, lei ha cominciato da bambino ad appassionarsi alle figurine di calcio, anche se  ritiene di essere diventato un collezionista professionista solo nel 1983...

Esattamente, perché è in quell’anno che ho iniziato in maniera sistematica a ricercare album e a intraprendere relazioni con altri collezionisti in tutto il mondo. Non scorderò mai il primo Album Calciatori completato da ragazzino, quello Panini della stagione 1972-1973. Un ricordo indelebile, così come quello dell’apertura della prima bustina e della prima figurina trovata, quella di Sergio Carantini, giocatore della società sportiva Lanerossi Vicenza.



Da questa prima figurina di strada ne ha fatta, tanto che oggi è considerato l’unico al mondo a possedere tutte le raccolte calciatori a partire dagli anni Settanta fino ad arrivare ai giorni nostri. Una collezione in continua evoluzione alla quale dedica anche molto tempo...
Almeno quattro ore ogni giorno! Un hobby impegnativo se fatto in maniera professionale. Non si tratta solo di recuperare gli album d’annata, ma di seguire anche le nuove uscite in tutto il mondo. Solo la Panini stampa una settantina di Album Calciatori ogni anno. In più ci sono tutti quelli internazionali che mi mandano i miei amici corrispondenti. Per avere un’idea della mole di materiale, le basti pensare che solo l’anno scorso, senza campionati Europei e Mondiali, ho raccolto centoquindici album. Nonostante le ore dedicate sono indietro di ben 350mila figurine ancora da attaccare! 

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PARTICOLARE DI: Bustina figurine Panini

La Panini, azienda leader nel settore, ha prodotto il primo Album Calciatori nella stagione 1961 - 62 ed è anche noto che la prima figurina stampata è stata quella di Bruno Bolchi, capitano e difensore dell’Inter. Questo album sarà un cult, lei lo possiede? 
Certo, un album storico. Anche se per noi collezionisti il più ricercato è quello di Messico ’70, sempre prodotto dalla Panini. Importante perché è il primo album realizzato dall’azienda modenese in edizione internazionale per i mondiali, e rimane un pezzo di storia per il calcio italiano. Chi lo possiede, può ritenersi un vero collezionista. Tra i miei preferiti c’è anche quello di Belgio ’72-’73, il primo album Panini creato per un campionato non italiano.

Se non sbaglio, nella sua collezione sono presenti anche esempi di album risalenti agli inizi del Novecento…
Tra gli esemplari più antichi in mio possesso diversi album inglesi degli anni Trenta. Sono pezzi molto interessanti, anche se il loro valore è di poche decine di euro, poiché si tratta dei primi esempi di album sportivi. Le figurine venivano chiamate cigaret cards – perché distribuite in omaggio con i pacchetti di sigarette – e raccolte in piccoli album da ventiquattro o trentasei. Bisogna aspettare il secondo dopoguerra per veder nascere nuove aziende nel mondo specializzarsi in questo settore, anche se per ogni collezionista è stata la Panini la più interessante sotto ogni punto di vista.

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PARTICOLARE DI: Album calciatori Panini 1971-1972

In che senso?
Per la qualità della figurina, per la completezza e correttezza dell’informazione di ogni singolo calciatore. Pensi che in alcune si evince persino se un giocatore calcia meglio con il piede destro oppure con il piede sinistro, o addirittura se è portato per i tiri di testa. Inoltre le figurine son ben tagliate, si incollano perfettamente e riempiono interamente lo spazio delineato dai bordi stampati sull’album, insomma dettagli da maniaci, ma per noi professionisti del settore sono minuzie molto importanti. 

Immagino, quindi, che le figurine Panini contenenti errori, comunque rarissimi, siano molto ricercate…
Sì, per esempio quelle Genoa ’76-’77, poiché è stato invertito il nome di due giocatori, Roberto Pruzzo e Sergio Rossetti. Un errore dettato forse dal fatto che allora portavano entrambi i baffi. 

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Esiste una figurina introvabile?

Celebre è la storia della famosa card di Pier Luigi Pizzaballa, storico portiere dell’Atalanta, del 1963-64, passata alla storia come la figurina introvabile. Quell’anno, infatti, la Panini dovette mettere in produzione la figurina di Pizzaballa solo in un secondo momento, perché quando il fotografo ufficiale andò in casa Atalanta per scattare le foto ai giocatori il portiere era assente per malattia. Ecco perché lo cercavano in molti e lo trovavano in pochi. Diversi anni dopo ho incontrato lo storico giocatore che con rammarico mi disse: “sono stato vent’anni in Serie A, ho giocato in Nazionale, terzo portiere del Mondiale ’66 e sono ricordato solo per la figurina introvabile”. È incredibile, ma per molti è davvero così!


Il 2018 è un anno importante per lei, perché sarà molto impegnato anche con le raccolte degli album dedicati al Mondiale…

Quelli dedicati ai campionati mondiali di calcio sono degli album davvero speciali che creano anche una collezione a sé. Ne possiedo molti già a partire dagli anni Cinquanta, mi riferisco ai campionati disputati nel 1954 e nel 1958 e prodotti in Sud America. A partire dal 1962 in poi ne ho almeno una decina di edizioni fatte per ogni mondiale, ma è solo dal 1970 che la produzione si è moltiplicata in maniera esponenziale. Un dato curioso: dal 2010 la Panini è esclusivista delle figurine dei Mondiali e, nonostante questo, moltissime ditte specialmente in sudamericane, producono ugualmente questi album. Solo del Mondiale 2018 ne possiedo già quarantaquattro. Dello scorso Mondiale di calcio, 2014 ne ho recuperati ben sessantaquattro oltre a quello istituzionale firmato Panini.


imgPARTICOLARE DI: Album calciatori 1983-84

Riuscire a scovare tutte le edizioni prodotte nel mondo non è un’impresa facile, lei come ci riesce?

Con trentacinque anni di collezionismo alle spalle posso vantare una fitta rete di oltre duecentocinquanta corrispondenti, oggi diventati anche amici, di ogni parte del mondo con cui effettuo scambi. 


Lo scambio è da sempre l’essenza dei collezionisti di figurine…

Un vero collezionista come me, compra, scambia, ma assolutamente non vende. In casa possiedo molti pezzi importanti, doppi, tripli a volte quadrupli, disponibili solo per lo scambio. Per me è una questione di principio. 


In questo segmento di collezionismo, possiamo comunque parlare di quotazioni di mercato?

Rispetto ad altri settori è più difficile perché segue logiche legate di più alla domanda/offerta. È tuttavia possibile avere dei range ai quali ci si può attenere. Per esempio, una collezione Calciatori  Panini completa e in buone condizioni che va dall’album del 1961/62 fino ad arrivare ai giorni nostri si può acquistare per cinquanta-sessanta mila Euro. Di recente anche Buffon ne ha comprata una così più o meno a questa cifra. Invece Messico ’70, in ottime condizioni, è stimato circa quattro-cinquemila Euro. Rimanendo sui Mondiali quello di Monaco ’74 vale millecinquecento Euro. In generale più ci si avvicina ai giorni nostri e più il prezzo scende. Importante per decretarne il valore è anche lo stato di conservazione, che deve essere ottimo.


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Di recente è stato acquistato da un ragazzo di Sassuolo un album Messico ’70 a dodicimila euro, solo perché autografo da Pelé…

Non credo che un autografo possa rendere più appetibile e così costoso un album rispetto al suo valore medio, ma è solo una mia opinione. 


Sul mercato esistono dei falsi?

Sì, molte copie anastatiche, ma stando ben attenti si possono evitare queste truffe. Un trucco è anche quello di osservare la graffetta che deve essere leggermente arrugginita, ma non troppo. Anche la carta deve essere un po’ ingiallita, altrimenti si tratta di una ristampa. 


Oltre a quelli nuovi, avendo già quasi tutti quelli d’annata, lei cosa ricerca?

Cerco sempre di migliorare lo stato della mia raccolta, quindi provo a sostituire le edizioni in mio possesso con altre uguali, ma in migliori condizioni. In più mi stupisco sempre quando per caso trovo edizioni impensabili provenienti da stati come la Papua e Nuova Guinea.


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