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Francalancia e il Realismo Magico. Ritorno alla tradizione figurativa

Ad Assisi, Palazzo Bonacquisti, gli autori che hanno caratterizzato la pittura italiana degli anni Venti e Trenta. Fino al 4 novembre 2018


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PARTICOLARE DI: Riccardo Francalancia - Gustavo Francalancia

Un universo incantato che si rivela attraverso una selezione di capolavori provenienti da musei, fondazioni, istituzioni bancarie e collezioni private per riportare all’attenzione del pubblico una delle correnti più poetiche e suggestive dell’arte del Novecento, il Realismo Magico. All’interno di tale movimento trova la sua dimensione più autentica l’opera di Riccardo Francalancia, artista nato in Umbria, ad Assisi. Proprio ad Assisi, nel centralissimo Palazzo Bonacquisti, fino al prossimo 4 novembre si può visitare la mostra “Una profondissima quiete. Francalancia e il ritorno alla figura tra de Chirico e Donghi”. Il percorso espositivo porta per la prima volta in Umbria un progetto articolato che si sofferma sulle tappe artistiche, ma anche umane, degli autori che hanno caratterizzato la pittura italiana degli anni Venti e Trenta e che va, appunto, sotto il nome di “Realismo Magico” con uno sguardo interessante sulla pittura del ritorno all’ordine e alla figura.



E’ il periodo in cui, dopo il dinamismo futurista e delle avanguardie, emerge l’esigenza del ritorno all’ordine che ha attraversato l’Europa dopo gli anni delle Prima guerra mondiale e, parallelamente, si sente il bisogno di soffermarsi sulle nuove istanze metafisiche e sul valore mitico con cui si guardava alla realtà. A Roma artisti e intellettuali si riuniscono nella “terza saletta” del Caffè Aragno, dove Mario Broglio aveva stabilito la redazione della sua rivista “Valori Plastici” fondata con un chiaro programma di riabilitazione dei valori del passato e della tradizione figurativa italiana, sostenendo la metafisica e pubblicando gli studi di Carrà su Giotto e di Roberto Longhi su Piero della Francesca.

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PARTICOLARE DI: Riccardo Francalancia - Interno melanconico

Ad Assisi questo mondo si riaccende attraverso oltre 130 opere, tra pitture e sculture. Un’ampia sezione della mostra è dedicata all’artista umbro Riccardo Francalancia, con opere mai prima esposte concesse in prestito dagli eredi. Francalancia da Assisi giunse a Roma nel 1913, portando con sé i silenzi e le suggestioni della natura umbra nel momento in cui la poetica del Realismo Magico è in pieno sviluppo. Nelle sue opere ritroviamo tutto l’incanto e la magia che attraversa l’arte italiana in quel periodo. Usando le parole del curatore Vittorio Sgarbi “Francalancia, umbro nato ad Assisi, riproduce nei paesaggi ciò che ha sentito negli affreschi di Giotto, è un Beato Angelico che torna a guardare un paesaggio in cui c’è il sentimento di Dio con una figurazione essenziale e una forza formidabile”.

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PARTICOLARE DI: Riccardo Francalancia - Paesaggio umbro

•LA MOSTRA: “Una profondissima quiete. Francalancia e il ritorno alla figura tra de Chirico e Donghi” - ASSISI (PG), Palazzo Bonacquisti - fino al 4 novembre 2018 - INFO: tel. 075.8198419 - www.fondazionecariperugiaarte.it

 

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