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Custodi di storie e miti

La “Rivoluzione neolitica” e la raffigurazione umana. Oltre 100 opere tra Occidente e Oriente, dal 4000 al 2000 a. C. in mostra a Venezia, Palazzo Loredan, fino al 20 gennaio 2019


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PARTICOLARE DI:Figura steatopigia stante Arabia sud-occidentale - IV millennio a.C. - Basalto, alt. 22 cm - Collezione privata, Londra

Fin dalla preistoria l’uomo ha sentito la necessità di rappresentare la figura umana: con i graffiti e le pitture murali, ma anche in forma tridimensionale.
Da quei lontanissimi tempi, fin dall’età paleolitica, ci è giunta un’immensa quantità di statuette realizzate in diversi materiali riproducenti tratti umani. Quale fosse il loro significato - valore simbolico, religioso o di testimonianza, espressione di concetti metafisici, funzione rituale o “politica” - e quali soggetti realmente rappresentassero, rimane ancora un mistero.



La mostra IDOLI (dal greco eídolon, immagine) ci propone un viaggio affascinante nel tempo e nello spazio: il primo tentativo di confronto dall’Oriente all’Occidente, di opere raffiguranti il corpo umano del 4000-2000 a.C.  Attraverso 100 straordinari reperti – alcuni eccezionali per l’importanza storico- scientifica e la rarità – e grazie ad un apparato didattico coinvolgente, sarà possibile percorrere un ampio spazio geografico, che si estende dalla Penisola Iberica alla Valle dell’Indo, dalle porte dell’Atlantico fino ai remoti confini dell’Estremo Oriente, in un’epoca di grande transizione, in cui i villaggi del Neolitico si evolvono a poco a poco nelle società urbane dell’Età del Bronzo. L’esposizione a Palazzo Loredan, a Venezia, ci mostrerà - provenienti dalle Isole Cicladi, dall’Anatolia Occidentale, dalla Sardegna, ma anche dall’Egitto, dalla Spagna, dalla Mesopotamia o dalla Siria - le famose “Dee Madri” e gli idoli astratti e geometrici che tanto affascinarono gli artisti del Novecento; oppure i cosiddetti “idoli oculari” o idoli placca, nati dalla fascinazione esercitata dall’occhio come espressione della presenza spirituale, fino all’affermarsi, nel terzo millennio, del corpo umano nelle sue forme naturali.

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Idolo oculare quadruplo - Asia occidentale - 3300–3000 a.C. - Pietra verdastra (steatite?), alt. 2 cm - Collezione privata, Parigi

Non più solo esseri dall’identità ambigua, in particolare dal punto di vista del sesso né solamente espressione di principi divini, ma anche uomini mortali, reali - spesso colti in atteggiamento orante - e nuove divinità create a immagine dell’uomo. Quello che invece non cambia è il bisogno dell’individuo e della società di esprimere, con manufatti o con opere d’arte, le proprie paure, le proprie speranze, la propria fede. Tutte le statuette in mostra sono dunque custodi di storie e miti di straordinaria suggestione; testimoni di usi e di bisogni simili e, in seguito, di quel “grande arazzo di culture interconnesse” che si venne a creare tra la fine del IV e per tutto il III millennio a.C.


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Testa di statuetta regale - Mesopotamia  - Protodinastico II-III (2500-2200 a.C. circa) - Lapislazzuli, alt. 4,6 cm - Collezione privata, Parigi 

•LA MOSTRA: “Idoli. Il potere dell’immagine” - VENEZIA, Palazzo Loredan - Isituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti Campo Santo Stefano - fino al 20 gennaio 2019 - INFO: tel. 041.2705616 - www.fondazioneligabue.it

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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