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Rinascimento mon amour

Capolavori dal museo Jacquemart-André di Parigi. A Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini, fino al 27 gennaio 2019


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PARTICOLARE DI: Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506) Ecce Homo, 1500 ca - tempera su tela montata su tavola 54,7 x 43,5 cm - Paris, Musée Jacquemart-André – Institut de France © Studio Sébert Photographes

E’  frutto di uno scambio con il Museo Jacquemart-André di Parigi, la mostra alle Gallerie Nazionali di Arte Antica a Palazzo Barberini incentrata su un ristretto numero di opere di notevole qualità e di grande importanza sia dal punto di vista della storia dell’arte che da quello della storia del collezionismo e del gusto, fra cui due capolavori di Andrea Mantegna. L’artista soggiornò a Roma dal 1488 al 1490  invitato da papa Innocenzo VIII a decorare la cappella del nuovo edificio del Belvedere. Le pitture con le Storie di Giovanni Battista e dell’Infanzia di Cristo andarono perdute durante alcune ristrutturazioni settecentesche. In città non si conservano opere autografe di Mantegna perciò la mostra è un’occasione unica per ammirare alcune opere di questo straordinario maestro. Sei le opere in mostra, raccolte dal celebre collezionista Edouard André (Parigi 1833-1894) e da sua moglie Nélie Jacquemart (Parigi 1841-1912), che lasciarono in eredità la loro prestigiosa collezione allo Stato francese.



La selezione è incentrata sul capolavoro di Andrea Mantegna, Ecce Homo, chiara sintesi di inizio Cinquecento tra le esigenze della pittura devozionale e una costruzione scientifica delle forme anatomiche e dello spazio. Accanto all’Ecce Homo sarà esposta un’altra opera attribuita allo stesso Mantegna, la più giovanile Madonna con il Bambino tra i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa, che testimonia, con una cronologia più precoce (1455), l’interpretazione mantegnesca delle immagini di Maria. Questi sviluppi iconografici ed estetici possono cogliersi chiaramente nella piccola tavola, Madonna col Bambino, di Giovanni Battista Cima da Conegliano, che riprende e riformula quell’ormai autorevole e fortunato modello tipologico. Il raro ritratto su pergamena di Giorgio Schiavone illustra invece l’interesse per il genere allo stesso tempo moderno e classicizzante del ritratto celebrativo.

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PARTICOLARE DI: Andrea Mantegna - Madonna col Bambino e i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa, 1455 ca - tempera su tavola, 69,4 x 44,4 cm - Paris, Musée Jacquemart-André – Institut de France © Studio Sébert Photographes

Il culto delle forme dell’arte antica è altrettanto evidente sia nel disegno di scuola mantegnesca, Ercole e Anteo, sia nel ricercato bronzetto di Andrea Briosco, detto il Riccio.Tutti questi pezzi lasciano trasparire una fase della storia del collezionismo d’arte europeo della fine del XIX secolo, segnato dalla crescente passione per le opere del Rinascimento italiano e per i maestri delle scuole veneta e toscana, in un intreccio in cui si fondono interessi di ordine sociale ed economico, esigenze conoscitive, critiche e storiche e nuove aspirazioni intellettuali.


•LA MOSTRA: “La stanza di Mantegna. Capolavori dal museo Jacquemart-André di Parigi” - ROMA, Palazzo Barberini - fino al 27 gennaio 2019 - INFO: 06.4824184 - www.barberinicorsini.org

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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