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Onestà, passione e ideali

TINA MODOTTI Fotografia e vita collimano, l’una a raccontare l’altra. La mostra a Jesi (AN), Palazzo Bisaccioni, celebra il mito di Tina raccontandone anche gli aspetti più privati. Dal 13 aprile al 1 settembre 2019


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PARTICOLARE DI: Walter Frederick Seeely - Tina Modotti e Roubaix Richey creando batiks - Los Angeles 1921 - Photo courtesy GALERIE BILDERWELT di Reinhard Schult

La mostra “Tina Modotti fotografa e rivoluzionaria” intende ripercorrere le affascinanti vicende biografiche di Tina Modotti, far scoprire la sua grande abilità di fotografa e le passioni che ne condizionarono in maniera determinate l’esistenza. La mostra si apre con la sezione dedicata alle sue origini e alla sua storia familiare. Nata a Udine nel 1896 a causa delle difficili condizioni di vita, a soli diciassette si imbarca su un piroscafo e raggiunge il padre e la sorella in California. Lì conosce e si innamora del pittore canadese Roubaix de l’Abrie Richey, detto Robo e con lui si trasferisce a Los Angeles. La seconda sezione documenta la sua breve carriera hollywoodiana, in qualità di attrice del cinema muto. Scritturata per parti da avvenente femme fatale, partecipa a diverse pellicole.



Snodo fondamentale del percorso è la terza sezione, relativa alla fotografia, che Tina scoprì grazie all’incontro con il fotografo statunitense Edward Weston, che per molti anni fu suo mentore e amante e con il quale si trasferì in Messico nel 1923. Qui inizia a delinearsi la visione e la personalità fotografica densa di umanità della Modotti. Weston rimane una presenza costante nella vita di Tina, ma l’amore è destinato a finire, quando la sua passione politica la allontana irrimediabilmente dall’estetica formale del fotografo statunitense. Per questo assoluto protagonista della quarta sezione in mostra è il Messico, terra di passioni e tumulti.

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PARTICOLARE DI: Anonimo - Tina Modotti nel ruolo di Maria de la Guardia nel film -The Tiger’s Coat- (Pelle di Tigre) Hollywood, 1920 Photo courtesy GALERIE BILDERWELT di Reinhard Schult

Qui si concentra soprattutto sul ritratto e sul soggetto umano, ma la sua attività di fotografa va di pari passo con il suo impegno politico, e i suoi scatti sono pubblicati dai più importanti giornali del tempo, come Il Machete, i cui fondatori sono i pittori Diego Rivera, David Alfaro Siqueiros e Clemente Orozco, che diventano suoi intimi amici. Al centro della quinta sezione, dedicata alle passioni che pervasero la sua vita, ci sono le fotografie degli amici, artisti ed intellettuali tra cui anche Frida Kahlo, Julio Antonio Mella, Vittorio Vidali che con la loro presenza animavano le lunghe serate di festa e di dibattito politico ed esistenziale. La tensione politica in Messico è alle stelle e alla fine degli anni ’30 dopo 12 giorni di carcere, Tina viene espulsa dal paese per essersi rifiutata di rinnegare il comunismo. Iniziano così le sue missioni in un’Europa alle soglie della Seconda Guerra Mondiale. Il sempre crescente coinvolgimento di Tina nella politica è al centro della sesta e ultima parte del percorso espositivo, un coinvolgimento tale che la porta ad abbandonare la fotografia per dedicare tutte le sue energie all’attivismo, fino alla sua misteriosa morte avvenuta nel gennaio del 1942 a Città del Messico dentro a un taxi che la sta riportando a casa.


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PARTICOLARE DI: Edward Weston - Ritratto di Tina Modotti nella casa di Weston a Glendale Glendale, California,1922 - Photo courtesy GALERIE BILDERWELT di Reinhard Schult


•LA MOSTRA:  “Tina Modotti fotografa e rivoluzionaria” - JESI (AN),  Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Palazzo Bisaccioni - dal 13 aprile al 1 settembre 2019  - INFO: 0731.207523 - www.fondazionecrj.it

 

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