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Lee Miller. Spirito surrealista

A Bologna, Palazzo Pallavicini, fino al 9 giugno 2019, 101 immagini  ripercorrono l’intera carriera artistica della fotografa, attraverso quelli che sono i suoi scatti più famosi ed iconici


Lanciata da Condé Nast, sulla copertina di Vogue nel 1927, Lee Miller fin da subito diventa una delle modelle più apprezzate e richieste dalle riviste di moda. Molti i fotografi che la ritraggono - Edward Steichen, George Hoyningen-Huene o Arnold Genthe - e innumerevoli i servizi fotografici di cui è stata protagonista, fino a quando - all’incirca due anni più tardi - la Miller non decide di passare dall’altra parte dell’obiettivo.
La mostra a Palazzo Pallavicini fino al 9 giugno 2019, si compone di 101 fotografie che ripercorrono l’intera carriera artistica della fotografa, attraverso quelli che sono i suoi scatti più famosi ed iconici, compresa la sessione realizzata negli appartamenti di Hitler, raramente esposte anche a livello internazionale. Donna caparbia e intraprendente, rimane colpita profondamente dalle immagini del fotografo più importante dell’epoca, Man Ray, che riesce ad incontrare diventandone modella e musa ispiratrice e con cui instaura un duraturo sodalizio artistico.



Amica di Picasso, di Ernst, Cocteau, Mirò e di tutta la cerchia dei surrealisti, Miller in questi anni apre a Parigi il suo primo studio diventando nota come ritrattista e fotografa di moda.
Dopo questa prima parentesi formativa, nel 1932 Miller decide di tornare a New York per aprire un nuovo studio fotografico che, nonostante il successo, chiude due anni più tardi quando per seguire il marito - il ricco uomo d’affari egiziano Aziz Eloui Bey - si trasferisce al Cairo. Intraprende lunghi viaggi nel deserto e fotografa villaggi e rovine, iniziando a confrontarsi con la fotografia di reportage, un genere che Lee Miller porta avanti anche negli anni successivi quando, insieme a Roland Penrose - l’artista surrealista che sarebbe diventato il suo secondo marito - viaggia sia nel sud che nell’est europeo. Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, lascia l’Egitto per trasferirsi a Londra, ed ignorando gli ordini dall’ambasciata americana di tornare in patria, inizia a lavorare come fotografa freelance per Vogue. Documenta gli incessanti bombardamenti su Londra ma il suo contributo più importante arriverà nel 1944 quando è corrispondente accreditata al seguito delle truppe americane.
Fu lei l’unica fotografa donna a seguire gli alleati durante il D-Day, a documentare le attività al fronte a durante la liberazione. Nei giorni giorni febbrili in cui viene fatta la scoperta degli appartamenti di Hitler a Monaco di Baviera, scatta quella che probabilmente è la sua fotografia più celebre: l’autoritratto nella vasca da bagno del Führer.

•LA MOSTRA:  “Surrealist Lee Miller” - BOLOGNA, Palazzo Pallavicini - fino al 9 giugno 2019 - INFO: 3313471504 - www.palazzopallavicini.com

 

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