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Giappone svelato

GEISHA E SAMURAI In mostra a Treviso la raffinatezza e l’originalità della cultura giapponese. Alla Casa dei Carraresi, dal 4 aprile al 30 giugno 2019, una selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dal fondo privato di Valter Guarnieri, appassionato collezionista trevigiano


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PARTICOLARE DI: Yoshu Chinkanobu, Scena di teatro kabuki, xilografia policroma in formato oban, 35x70 cm, firmata Il pennello di Yoshu Chikanobu, 1838-1912.

Giappone. Terra di geisha e samurai, affascinerà chiunque conosca la raffinatezza e l’originalità della cultura giapponese classica. Il percorso espositivo propone uno spaccato delle arti tradizionali dell’arcipelago estremo-orientale attraverso una precisa selezione di opere databili tra il XIV e il XX secolo, tutte provenienti dal fondo privato di Valter Guarnieri, appassionato collezionista trevigiano che ha creato nel corso degli ultimi decenni una raccolta di grande qualità e molto vasta per materiali, tecniche di realizzazione e soggetti iconografici. Il percorso si sviluppa per isole tematiche, approfondendo da un lato i molteplici aspetti relativi ai costumi e alle attività tradizionali del popolo giapponese, dall’altro creando dei focus sulle peculiarità e sulla storia della collezione.



L’apertura dell’esposizione non poteva che essere dedicata al binomio Geisha e Samurai. Il Giappone tradizionale è infatti un paese popolato di bellissime donne, le geisha, e audaci guerrieri, i samurai, la classe militare che ha dominato il paese del Sol Levante per lunghissimo tempo, dal XII alla metà del XIX secolo. La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale altrettanto radicato. Dal mondo degli uomini a quello, affollatissimo, degli dei. Il Buddhismo, in particolare, di origini indiane, giunse nell’arcipelago per tramite di Cina e Corea. Esso ha permeato profondamente il pensiero giapponese, soprattutto nella sua variante dello Zen. Questo affascinante avvicinamento all’arte e alla cultura nipponica continua introducendo alla quotidianità del suo popolo: dalle attività di intrattenimento come il teatro Kabuki, dall’utilizzo del kimono alla predilezione degli artisti giapponesi per la micro-scultura.

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PARTICOLARE DI: Yoshu Chinkanobu, Passatempi di beltà femminili in un giorno nevoso, trittico di xilografie policrome in formato oban, 35,5x70,5 cm, firmata Il pennello di Yoshu Chikanobu, 1838-1912.

Il clou della grande mostra è riservato al rapporto tra i giapponesi e la natura, qui indagata attraverso una serie di dipinti su rotolo verticale, parte dei quali realizzati tra Otto e Novecento, agli albori del Giappone moderno. A metà dell’Ottocento, dopo oltre due secoli di consapevole isolamento, il paese decise di aprirsi al mondo. Così, nel volgere di pochi decenni, il Giappone avanzò con convinzione verso la modernità. Tra le forme d’arte inedite per il Giappone di quei tempi, la fotografia d’autore occupa senz’altro un posto d’elezione. L’ultima sala è riservata ad una delle forme d’arte più complesse e insieme più affascinanti del Giappone, la scrittura. Grandi paraventi ornati di potenti calligrafie concludono l’esaltante percorso espositivo.


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PARTICOLARE DI: Utagawa Toyokuni III, alias Kunisada, Scene di teatro kabuki, xilografia policroma oban, 34,2x24 cm, firmata Toyokuni Kunisada ga, 1686-1865.


•LA MOSTRA:  “Giappone. Terra di geisha e samurai” - TREVISO, Casa dei Carraresi - dal 4 aprile al 30 giugno 2019  - INFO: 0422.513150 - www.casadeicarraresi.it

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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