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Il legame fecondo tra Canova e l’antico

NAPOLI  Nel ‘tempio’ dell’arte classica, per la prima volta 12 grandi marmi e oltre 110 opere del sommo scultore. Al MANN-Museo Archeologico Nazionale fino al 30 giugno 2019, una mostra-evento straordinaria per tematica e corpus espositivo


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PARTICOLARE DI: Antonio Canova - Compianto della contessa de Haro, figlia della marchesa di Santa Cruz, 1805 - Tecnica mista su tela, cm 208 x 195 - Bassano del Grappa, Museo Civico

“L’ultimo degli antichi e il primo dei moderni”: definizione che ben si attaglia al sommo Antonio Canova e alla sua arte sublime, celebrata per la prima volta a Napoli, al MANN-Museo Archeologico Nazionale fino al 30 giugno 2019, in una mostra-evento straordinaria per tematica e corpus espositivo. Per la prima volta, la messa a fuoco in una mostra di quel rapporto continuo, intenso e fecondo che legò Canova al mondo classico, facendone agli occhi dei suoi contemporanei un “novello Fidia”, ma anche un artista capace di scardinare e rinnovare l’Antico guardando alla natura. “Imitare, non copiare gli antichi” per “diventare inimitabili” era il monito di Winckelmann, padre del neoclassicismo: monito seguito da Canova lungo tutto il corso della sua attività artistica.



Dal giovanile Teseo vincitore del Minotauro sino all’Endimione dormiente, concluso poco prima di morire, il dialogo Antico/Moderno è una costante irrinunciabile; fino a toccare, in tale percorso, punte che hanno valore di paradigma: per tutte, la creazione del Perseo trionfante, novello “Apollo del Belvedere”. La mostra è allestita presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove si conservano capolavori ammirati dal maestro veneto: pitture e sculture ‘ercolanesi’ e marmi farnesiani. La mostra, riunirà al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre ad alcune ulteriori opere antiche di rilievo, più di 110 lavori del grande artista, tra cui 12 straordinari marmi, grandi modelli e calchi in gesso, bassorilievi, modellini in gesso e terracotta, disegni, dipinti, monocromi e tempere, in dialogo con opere collezioni del MANN. Prestiti internazionali connotano l’appuntamento: come il nucleo eccezionale di ben sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, che vanta la più ampia collezione canoviana al mondo, ma anche l’imponente statua, alta quasi tre metri, raffigurante La Pace, proveniente da Kiev e l’Apollo che s’incorona del Getty Museum di Los Angeles.

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PARTICOLARE DI:  Le grazie - affresco, cm 47 x 53 - da Pompei, Casa di Titus Dentatius Panthera - Napoli, Museo Archeologico Nazionale

A questi si aggiungono la bellissima Maddalena penitente da Genova, il Paride dal Museo Civico di Asolo, la Stele Mellerio, vertice ineguagliabile di rarefazione formale e di pathos.
Straordinaria la presenza di alcuni delicatissimi grandi gessi dalla Gypsotheca di Possagno (paese natale di Canova) che ha concesso, con grande generosità, prestiti davvero significativi.


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PARTICOLARE DI:  Antonio Canova - Le grazie, 1812 - 1816 - marmo, cm 182 х 103 х 64 - Ph © Leonard Kheifets, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage, 2019


•LA MOSTRA: “Canova e l’antico” - NAPOLI, MANN - Museo Archeologico Nazionale – fino al 30 giugno 2019 - INFO: Tel. 081.4422328 - www.museoarcheologiconapoli.it

 

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