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Joan Mirò al Pan. Inventario del mondo

Per la prima volta a Napoli una grande mostra dedicata all’artista spagnolo. Al Palazzo delle Arti fino al 23 febbraio 2020


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PARTICOLARE DI: Allestimento mostra

Il mondo fantastico, onirico, febbrilmente creativo di Joan Miró viene presentato al pubblico al PAN Palazzo delle Arti Napoli, fino al 23 febbraio 2020,  con l’esposizione dal titolo “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”. La mostra riunisce ben ottanta opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi, tutte provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto.
Le 80 opere esposte coprono il lungo arco della produzione artistica di Miró, dal 1924 al 1981; più di sei decenni di attività creativa in cui l’artista catalano sviluppa un linguaggio rivoluzionario che trasforma l’arte del XX secolo.



Attraverso la pittura, il disegno, la scultura, la ceramica, l’arazzo e l’incisione, Miró esplora il linguaggio dei segni, il rapporto tra le immagini e il loro significato.
Nell’estate del 1924 Miró mette a punto una svolta radicale nella sua indagine sulla formazione dei segni. Scrivendo a un amico, così descrive il suo recente lavoro: “Figurazione di una delle mie ultime x (non riesco a trovare la parola qui; non voglio dire tela o pittura.) [...] Ritratto di un’affascinante amica parigina. […] Una linea verticale per i seni; uno è una pera che apre e sparge i suoi piccoli semi. […] Dall’altra lato, una mela beccata da un uccello. Scintille volano fuori dalla ferita causata da questo becco. […] Nell’angolo superiore della tela ci sono delle stelle. […] Si può a malapena definire un dipinto, ma non me ne frega un accidenti.”
Facendo l’inventario del mondo che lo circonda, Miró inizia a ridurre gli oggetti a semplici sagome e a elementi essenziali.

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PARTICOLARE DI: Allestimento mostra

Questo processo di riduzione e semplificazione elimina dal suo lavoro qualsiasi traccia di illusionismo rappresentativo e di spazio.  Comincia a pensare alla superficie pittorica come a uno spazio destinato a segni e iscrizioni piuttosto che come a finestre sul mondo. Un rapporto misurato e geometrico tra la figura e lo sfondo, tra massa e spazio era stato una costante della tradizione pittorica occidentale per cinque secoli. Miró mina la logica stessa di quel codice visivo: il segno diventa un sostituto di qualcosa che non è più fisicamente presente. Nel perfezionare e ampliare il suo vocabolario visivo, Miró sviluppa uno stile esclusivo e originale, inaugurando così un nuovo linguaggio dei segni, che modifica il corso dell’arte moderna.


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PARTICOLARE DI: Allestimento mostra


•LA MOSTRA:  “Joan Miró. Il linguaggio dei segni” - NAPOLI, PAN Palazzo delle Arti Napoli - fino al 23 febbraio 2020  - INFO: 334 1324281 – 081 7958601, info@mostramironapoli.it

 

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