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Palazzo Pitti. In mostra gli antichi manoscritti rubati

In mostra fino a ottobre quaranta codici preziosi e pergamene illustrate dai maestri del Medioevo e del Rinascimento, rubate e recuperate dai Carabinieri


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PARTICOLARE DI: Corale Z - Salterio della Settimana Santa - Matteo da Terranova - Iniziale istoriata I (In pace) - con il Trasporto di Cristo nel sepolcro, salmo per il Sabato santo - 1528 (doc.) - Perugia, Abbazia San Pietro, Fondazione per l’Istruzione Agraria, galleria (cat. n. VII.2b)

Un tesoro di sapere, arte e devozione, prima rubato e poi ritrovato: sono libri antichi e preziosi come il minuscolo Ufficio dei Morti appartenuto a Papa Leone X de’ Medici, i grandissimi corali, le pergamene finemente illustrate e decorate dai alcuni dei più grandi maestri del Medioevo e del Rinascimento. La mostra “Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri” organizzata dalle Gallerie degli Uffizi comprende circa quaranta opere, recuperate dopo il furto da questo speciale comando dell’Arma. I manoscritti e le singole pagine miniate in mostra attraversano la grande stagione di produzione libraria dell’Italia centrale dal Duecento al Cinquecento: provengono da Castelfiorentino, Colle di Val d’Elsa, Firenze, Perugia e Pistoia, e le miniature sono opera di artisti importantissimi come il Maestro di Sant’Alessio in Bigiano, che malgrado sia ancora anonimo era a capo della bottega più attiva in Toscana nell’ultimo quarto del XIII secolo; Pacino di Buonaguida (uno dei primi e più dotati tra i seguaci di Giotto); fino ad Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, illustratori di libri di fama internazionale ai tempi di Lorenzo il Magnifico.



La bellezza e il pregio delle opere esposte non è la sola attrazione di questa mostra: la sua spettacolarità sta nella storia dei furti e dei recuperi di cui è protagonista ogni volume, ogni singola pagina, ogni miniatura ritagliata. Tra queste i corali provenienti dal convento dei Minori Osservanti di San Lucchese a Poggibonsi, oggetto di ben due furti, negli anni Trenta del ‘900 e poi di nuovo nel 1982; gli oltre venti volumi dell’abbazia benedettina di Montemorcino in Umbria che, trasferiti nell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano, vennero rubati nel 1975; l’Ufficio dei Morti di Leone X de’ Medici, prezioso ed elegante come si conveniva a quel papa, raffinato intellettuale. 

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PARTICOLARE DI: Maestro dell’Officium mortuorum di Leone x (attivo a Roma tra 1513 e 1520) Officium Mortuorum e Septem Psalmi Penitentiales, c. 1v - tempera e oro su pergamena - 1516-20 (post 1513)  - membranaceo; tempera e oro su pergamena; mm 157 x 100  - Firenze, collezione privata (già collezione Carlo De Carlo)

La rassegna non esclude le opere sfregiate, le pagine da cui sono state ritagliate le miniature, i fogli strappati dai codici, ed è quindi un’occasione per pensare al furto di questi manufatti non solo come a una sottrazione di un bene comune, ma come una violenza che va dritta al cuore della nostra cultura e che attacca i testi, la nostra lingua, le pitture che la decoravano e la spiegavano.
La realizzazione della mostra è dovuta a storici dell’arte, specializzandi e dottorandi di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Firenze, sotto la guida della professoressa Sonia Chiodo, una dei massimi esperti della materia.


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PARTICOLARE DI: Corale R - Graduale Proprio dei Santi segnato R  - Secondo Maestro dei corali di Montemorcino (Tommaso di Mascio Scarafone?) Iniziale D (De ventre) con la Natività di San Giovanni Battista, particolare  tempera e oro su pergamena   - 1500-1510 circa  - Monastero di Monte Oliveto Maggiore, Asciano (Siena)


•LA MOSTRA: “Storie di pagine dipinte Miniature recuperate dai carabinieri” - FIRENZE, Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie - fino la 4 ottobre 2020 - INFO: tel. 055.290383 - www.uffizi.it

 

Editoriale Tricolore srl, via Pasteur 2 - 42100 (RE)| tel. 0522.557893 | fax 0522.557825 | privacy
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